«La Regione Toscana – dice il consigliere provinciale della Lega
Cesare Micheloni – è come
Giano Bifronte, un mostro a due facce, delle quali una richiama familiari somiglianze che per pudore è meglio tacere».

Cesare Micheloni
«I dati dell’economia toscana rappresentano una situazione drammatica, con una
lunga serie di numeri in rosso, e i governatori hanno minacciato il Governo di rimettere le deleghe se non verranno modificati i tagli previsti dalla manovra economica. Ebbene, in questo scenario apocalittico
cosa fa il Consiglio regionale? Prima della reboante protesta romana modifica il testo unico sui compensi degli eletti e degli assessori e
ai ‘miseri’ ottomila euro della loro indennità lorda aggiunge un 5 per cento, ossia circa 400 euro. A tanto ammonta, infatti, l’aumento che da oggi viene assegnato ai vicepresidenti dei gruppi consiliari con almeno 13 consiglieri (i capigruppo ricevevano già una indennità aggiuntiva!), ossia i ‘poveri’ vice di Pd e Pdl.

La ‘casta’ toscana
«Si parla e si straparla di taglio dei costi della politica, argomento che – prosegue il consigliere del Carroccio – dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali tiene banco nei bar e nelle bocciofile, però nessuno dice che
il Governo ha ripristinato le indennità al posto dei gettoni per i consiglieri comunali e provinciali. Tremonti, insomma, cerca di ridurre la spesa pubblica (partendo dal basso), ma la Regione Toscana non ha perso occasione per dare la stura all’ennesima distribuzione di prebende. Si badi bene:
questo ‘modesto aumento’ corrisponde a quanto guadagna in un mese un povero e sfruttato lavoratore part-time…
«In un momento di crisi – conclude Micheloni – è inaudito che la ‘casta toscana’ dedichi il proprio tempo a escogitare
artifizi da Azzeccagarbugli per spillare soldi pubblici. Forse qualcuno sperava che l’eco di un nuovo ‘po-po-po-po-po-pooo’ mondiale soffocasse il rumore di qualsiasi porcata. Purtroppo è andata male, ma d’altra parte, da una giunta rossa che governa una regione giudicata dal giornalista Enrico Paoli di ‘Libero’ “
l’ultima riserva indiana della sinistra” è lecito aspettarsi questo ed altro...».
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Aronta è quel ch'al ventre li s'atterga,
che ne' monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese che di sotto alberga,
ebbe tra ' bianchi marmi la spelonca
per sua dimora; onde a guardar le stelle
e 'l mar no li era la veduta tronca.