Una bella pagina di «solidarietà paesana», quella raccontata l’altra sera alla «Pulce», la trasmissione di Massimo Binelli in onda su
Teleriviera (replica oggi, venerdì, alle 13,
streaming qui e
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Protagonista di questa storia, che ha il sapore di un romanzo d’altri tempi,
Fabio Bertolucci, 26 anni, unico produttore della marocca di Casola. Ad accompagnarlo,
Vittorio Marcelli, assessore all’Agricoltura della Comunità Montana della Lunigiana, e
Ermete Ricci, presidente del Comitato per la promozione e la valorizzazione della marocca.

Ermete Ricci, Vittorio Marcelli e Fabio Bertolucci
«Ho compiuto una scelta coraggiosa – ha detto Fabio – ma lo rifarei. Per chi vive in un piccolo paese, sembra inevitabile il dover andar via, perché il lavoro non c’è mentre la città è piena di comodità, però io ora mi sento realizzato, ho vissuto tante esperienze umane che mi hanno fatto crescere». Commovente la telefonata a sorpresa proprio alla signora Adalgisa: «È un bravo ragazzo, lavorava anche senza mangiare e ci faceva compagnia. Si sentiva un bel profumo di pane, che ora ci manca, perché il nostro piccolo forno ormai è chiuso. Per questo sono un po’ triste, però spero tanto che faccia fortuna».
Marcelli: «Queste cose fanno capire quanta differenza ci sia nei rapporti umani tra un paese e una città dove non ci si conosce nemmeno tra vicini di portone. La solidarietà paesana, che deriva da quella contadina, è impagabile».

Ermete Ricci, Vittorio Marcelli, Fabio Bertolucci e Massimo Binelli
E poi s’è parlato della marocca. «Gli ingredienti – ha svelato Ricci – come da disciplinare sono: lievito madre e di birra, farina bianca e di castagne, patate lesse, latte, acqua e sale; cottura nel forno a legna. Questo pane, da non confondere col marocco di Montignoso, pare risalga ai tempi dei liguri-apuani. È stato prodotto fino al dopoguerra, poi è scomparso. Otto anni fa l’abbiamo riscoperto ed è stato un successo, perché è subito diventato presidio Slow Food. Così è nato il comitato di promozione, e la mia soddisfazione più grande è stata quella di trovare un ragazzo che ha portato avanti l’idea, Fabio è un po’ il mio erede».
Infine, per i buongustai: «La marocca – ha spiegato Fabio – sta bene con il dolce e con il salato. Si può abbinare con miele, lardo di Colonnata e altri salumi, ricotta... Alle Cinque Terre la stanno proponendo con le acciughe di Monterosso: basta un pizzico di fantasia!». E naturalmente, aggiungiamo noi, un buon bicchiere di vino…
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Aronta è quel ch'al ventre li s'atterga,
che ne' monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese che di sotto alberga,
ebbe tra ' bianchi marmi la spelonca
per sua dimora; onde a guardar le stelle
e 'l mar no li era la veduta tronca.