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Domenica, 27 Novembre 2016 23:21

Come risvegliare la consapevolezza (Vivere alla massima potenza)

Come risvegliare la consapevolezza (Vivere alla massima potenza)

Alla consapevolezza del “qui e ora”, tema che può essere sviluppato da più livelli di osservazione, ho dedicato diverse Pillole e un’intera sessione del videocorso Atleta Vincente. Ciò nonostante, continuo a ricevere numerose richieste di approfondimento, soprattutto per quanto riguarda la consapevolezza in gara, nel momento in cui dovremmo sperimentare la massima attivazione agonistica.

Calma e gesso!
Molti atleti mi scrivono per chiedermi come si fa a mantenere la calma e la lucidità nei momenti che precedono una gara, quando la mente si annebbia e sembra di essere dappertutto fuorché nel luogo dove di lì a poco dovremo esprimere la nostra miglior prestazione. In passato ho già spiegato quali strategie adottare per gestire lo stress agonistico e per restare “in bolla”, però il presupposto essenziale per far sì che queste tecniche funzionino è essere consapevoli di quel che si sta facendo.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Sulla consapevolezza in senso lato ho pubblicato anche una Pillola, ma un atleta non può certo mettersi a meditare prima di affrontare una competizione. Dunque, occorre adottare un altro approccio, più specifico, trasversale a tutte le discipline sportive.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Ehi, tu, dove hai la testa?
Grazie all’osservazione sul campo di migliaia di agonisti, mi sono reso conto che molti arrivano sul luogo in cui dovranno disputare la gara o la partita con la testa completamente da un’altra parte. Non alzano nemmeno lo sguardo, sono immersi nei pensieri e stanno combattendo con loro stessi per colpa di quella “vocina” (il dialogo interno inquinante) che non dà tregua. In queste condizioni è facile perdere il controllo dei segnali premonitori dell’ansia e della tensione e ben presto si supera il punto di non ritorno senza capire perché è successo.

Cosa occorre fare per restare ancorati al presente ed avere il pieno controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni?


Bisogna recuperare lo spirito del bambino che è in noi, ossia dobbiamo guardarci attorno, osservare ogni più piccolo dettaglio, sorprenderci, non dare nulla per scontato, entrare in sintonia con l’ambiente e sentirci in contatto con l’energia del luogo dove tra poco metteremo in atto ciò che sappiamo fare, ciò per cui ci siamo allenati con tanto sacrificio, ciò che abbiamo visualizzato tante volte nella nostra mente.

Cerca il Bianconiglio, la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto
Per sviluppare consapevolezza e presenza, immagina di arrivare al luogo dove dovrai gareggiare con la curiosità di Alice che è appena approdata al Paese delle Meraviglie. Scegli un posto che ti permetta di abbracciare con lo sguardo tutto ciò che fa parte della scena e siediti. Metti da parte i “soliti” pensieri e scruta il mondo in totale libertà. Com’è questo insieme? Che giornata è? Che aspetto ha il cielo? Che odore ha l’aria? Che colori predominano?

Poi scegli una persona a caso e osservala senza giudicare. Cosa sta facendo? Com’è vestita? Come si muove? Come sono i suoi lineamenti? Che attività svolge, secondo te? Come passa le sue giornate in famiglia, sul luogo di lavoro, con gli amici? Quando non ci sono altri dettagli su cui indugiare, passa a un’altra persona, e poi sposta la tua attenzione su un oggetto e cerca di cogliere ogni dettaglio.

Durante questo esercizio di osservazione, il tuo sguardo diventerà sempre più attento, profondo, presente e consapevole. Ti sentirai parte di quell’ambiente che prima pareva ostile e inizierai a vivere il tuo “qui e ora” da un’altra prospettiva.

Sternocleidomastoideo, va tutto bene?
A quel punto, potrai gradualmente spostare la consapevolezza sul tuo corpo, partendo dai piedi, appoggiati al terreno, per poi salire lentamente verso l’alto. Dovrai immaginare di chiedere a ogni tuo singolo muscolo se è rilassato. Se ti risponde che ci sono tensioni, digli che va tutto bene e che per ora può rilassarsi. Fallo con le tue gambe, con gli addominali e con i muscoli della schiena, con i pettorali e i dorsali, con i muscoli delle braccia, delle spalle e del collo, con i muscoli del viso e con quelli del cuoio capelluto.

Tutto questo processo durerà solo pochi minuti, ma alla fine ti sembrerà di aver passato ore in quella fase di profonda contemplazione e ti sentirai bene, in armonia con l’ambiente che ti circonda e con il tuo corpo carico di energia positiva, quell’energia che tra poco sarà a tua disposizione per consentirti di dare il meglio di te.

Mi sto infilando i pedalini (puliti!)... 
Un ultimo suggerimento. Quando sarai nello spogliatoio, preparati con lentezza, come se fosse un rituale sacro e non una procedura meccanica, automatica e distaccata. Dai importanza a ogni gesto, anche se l’hai già eseguito mille volte, e immergiti in quello che fai, senza distrazioni. Se ti stai infilando i calzini, pensa “Mi sto infilando i calzini” e concentrati su questa azione, lasciando il cervello sgombro da interferenze e da pesantezze.

È il momento di agire!
Sono molti gli esercizi che potremmo fare assieme per risvegliare la consapevolezza e mantenere il contatto con il presente. Ti va di scoprirli e di sperimentarli? Intanto ti invito ad iscriverti gratuitamente al percorso Atleta Vincente, poi contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 15:04

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