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Privacy e partita Iva… in Rete!

Grazie a una preziosa segnalazione dell’efficiente studio associato Dell’Amico & Isoppi di Marina di Carrara, sono venuto a conoscenza di una vecchia norma inerente agli obblighi di pubblicità del numero di partita Iva che ignoravo, e lo ammetto con serenità, perché sono consapevole di essere in buona compagnia…

L’articolo 35, comma 1, del d.p.r. del 26 ottobre 1972, n. 633, il noto decreto sull’Iva, è stato modificato dall’articolo 2 “Dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività” del d.p.r. del 5 ottobre 2001, n. 404, che cosí dispone:



L’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 è sostituito dal seguente:

“Art. 35 (Disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività). - 1. I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. L’ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita Iva che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell’attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto. […]



L’Agenzia delle Entrate, invitata a precisare se la norma che stabilisce l’obbligo di indicazione del numero di partita Iva nella home page dei siti web sia da intendersi applicabile solo ai casi di uso del sito per attività di commercio elettronico, con la risoluzione n. 60 del 16 maggio 2006, si è cosí espressa:



[…] L’obbligo di indicazione del numero di partita Iva nel sito web rileva per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell’attività. Di conseguenza, quando un soggetto Iva dispone di un sito web relativo all’attività esercitata, quand’anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita Iva, come chiaramente disposto dall'articolo 35, comma 1. […]



Sorpresi? Beh, immagino di sí, anche perché la percentuale di chi sta rispettando questa disposizione di legge è un numero tendente allo zero. Comunque sia, io mi sono già adeguato, pur con una certa riluttanza, per motivi comprensibili che non spiego, per non istigare qualche malintenzionato a delinquere.

Fatemi sapere cosa ne pensate, e se volete fare un favore a chi gestisce il vostro sito (che, sono pronto a scommetterci su, ignora la legge come la ignoravo io fino a poco fa), segnalategli questa notizia, usando la funzione Segnala questa pagina che compare nel menú di sinistra del mio sito!



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Aronta è quel ch'al ventre li s'atterga,

che ne' monti di Luni, dove ronca

lo Carrarese che di sotto alberga,

ebbe tra ' bianchi marmi la spelonca

per sua dimora; onde a guardar le stelle

e 'l mar no li era la veduta tronca.


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Commenti

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claudia on :

Davvero interessante la notizia! Grazie. Provvederò a comunicarla al gestore del mio sito internet e a farla girare.... penso proprio che tutti noi facciamo parte di quella percentuale tendente allo zero che non ha la partita iva indicata sul sito.

Decisamente sorprendente la notizia e la prima domanda che mi sorge è.... "chissà cos'altro potrebbe riservarci, come sorpresa, il cilindro magico delle disposizioni di legge!"

:-O

francesco on :

E' stupefacente sapere che Max ha perso finora l'occasione di essere "in Partita": o si tratta di scarsa propensione per gli sport di squadra? Un salutone:-)

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