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La ‘Scienza aleatoria’ di Roberto Maggiani

Si definisce ‘uomo di scienza’, ma per lui la scienza è ‘soggetta alla sorte’, è ‘aleatoria’. Ha studiato fisica nucleare e usa la matematica per capire i segreti del Cosmo, ma non è né un ricercatore da borsa di studio né un accademico tradizionale: «Insegno a ragazzi che non capiscono il motivo del loro studiare – dice – e hanno ben ragione a non capirlo, perché motivo non c’è».


È Roberto Maggiani, scrittore, poeta, ballerino e insegnante di tango, ex pesista di livello nazionale. Forse proprio sollevando tonnellate e tonnellate di pesi, in gioventù (sbirciate qui: troverete un certo Bunny…), si è posto tante domande, ha rivolto a se stesso intensi perché, alcuni dei quali più tardi hanno trovato risposte nella fede. Nemmeno la scienza, nemmeno la ‘sua’ scienza aleatoria può spiegare come si siano amalgamate in un solo essere umano tante qualità così apparentemente disomogenee tra loro.



Roberto Maggiani



Roberto non parla molto, scrive. Scrive poesie, di dolore e di gioia: «Lascio segni invisibili – si legge nel suo sito www.robertomaggiani.it – sulle pagine di pavimenti nel buio delle milonghe, graffiti che evaporano appena dopo la loro scrittura e subito dopo riscritti a ripetizione, all’infinito, nell’infinita varietà di un gioco con la musica e il silenzio. Amo la vita, ho scelto di essere cristiano perché così è stato, ho avuto il dono della fede».

È nato a Carrara, 42 anni fa. Dal 2001, vive e lavora a Roma. Fondatore e redattore del sito La Recherche (ne avevo già parlato qui), cura, insieme a Giuliano Brenna, la collana ‘Libri liberi’ di poesia e narrativa. Ha già pubblicato cinque raccolte di poesia: ‘Sì dopo sì’ (Edizioni Gazebo 1998), ‘Forme e informe’ (Edizioni Gazebo 2000), ‘L’indicibile’ (Fermenti Editrice, Collana Iride, 2006), ‘Cielo indiviso’ (Manni Editori, Collana Occasioni, 2008), ‘Angeli in volo’ (Edizioni L’Arca Felice, Collana Coincidenze, 2010). L’ultima, la sesta, fresca di stampa (LietoColle, Collana Erato, 2010), è la sintesi della lunga riflessione dell’autore sul rapporto tra scienza e poesia e si intitola, appunto, ‘Scienza aleatoria’.



Scienza aleatoria



Maggiani, con parole attinte sia dal linguaggio spirituale che da quello scientifico, descrive la frattura che esiste tra fisica a metafisica, tra mente e materia. «Aristotele – spiega nella prefazione la poetessa Franca Alaimo – venne considerato fino all’età medievale il più grande scienziato di tutti i tempi. La spezzatura tra fisica e metafisica cominciò nel Rinascimento: l’uomo da allora si trovò frantumato in due parti, e si trovò come costretto a scegliere l’una o l’altra, senza una possibile conciliazione, senza una giusta armonia».

Roberto Maggiani una sua personale, sapida, riconciliazione tra materia e antimateria l’ha trovata: «Non vedo l’atomo né la molecola / ma odoro l’ammonio / e assaggio le scaglie salate / del rebus universale». Laddove la scienza divide, il poeta unisce





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Aronta è quel ch'al ventre li s'atterga,

che ne' monti di Luni, dove ronca

lo Carrarese che di sotto alberga,

ebbe tra ' bianchi marmi la spelonca

per sua dimora; onde a guardar le stelle

e 'l mar no li era la veduta tronca.


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