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Il Blog di Massimo Binelli

Crescita Personale

Domenica, 26 Settembre 2021 19:36

Come si gestiscono le Emozioni (Strategie per cambiare lo stato d’animo)

I primi due pilastri su cui si costruisce il Mindset della Persona Vincente sono il dialogo interiore e la visualizzazione. Il motivo è semplice: il pensiero che ci ronza in testa evoca immagini, le immagini che scorrono sullo schermo mentale suscitano emozioni e le emozioni che proviamo nel “qui e ora”, indipendentemente dal fatto che il pensiero affondi nel passato o sia una rappresentazione del futuro, modificano lo stato d’animo con cui ci accingiamo a compiere una determinata azione. Essere pienamente consapevoli e saper gestire le emozioni, quindi, significa evitare di tormentarci per il passato, perché quel che è fatto è fatto, e poi perché rimuginare è dannoso e intossica la mente, ma significa anche evitare di angosciarci per il presente o di preoccuparci per il futuro.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni...

“Sì, tu la fai facile, ma come si gestiscono le emozioni?”, ti starai chiedendo. Prima di scoprire come si gestiscono, ti rivolgo io una domanda: sapresti dirmi cosa sono le emozioni?

Chi ha visto “Inside out”, il film di animazione della Pixar uscito nel 2015, ricorderà che lassù in alto, nella “torre di controllo”, che poi era il cervello di Riley, la bambina di 11 anni protagonista della storia, vivevano cinque personaggi che rappresentavano altrettante emozioni: la Rabbia, il Disgusto, la Gioia, la Paura e la Tristezza.

Sono le cosiddette emozioni primarie, ciascuna delle quali possiede varie sfumature, o emozioni secondarie, come possono esserlo l’irritazione, l’ostilità, la furia, l’esasperazione e altre simili per quanto riguarda la Rabbia, oppure la malinconia, l’abbattimento, la solitudine o il dolore, per quanto concerne la Tristezza.

Le emozioni, primarie o secondarie che siano, sono il risultato di milioni di anni di evoluzione dei nostri “tre cervelli”, ovvero del cervello rettile, il più antico, di quello limbico o emotivo e della neocorteccia o cervello cognitivo, che si è sviluppata nell’ultima fase della nostra evoluzione.

Ci sono servite per difenderci dai pericoli, quindi sono state funzionali alla nostra sopravvivenza come specie. Per questo motivo non ha senso temerle o considerarle “negative” soltanto perché allo stadio dell’evoluzione a cui siamo arrivati riteniamo, a torto, che la ragione prevalga sempre sulle emozioni, anzi: dobbiamo considerarle nostre amiche e alleate e dobbiamo dialogare con loro.

O mental coach, e come faccio a parlare con le mie emozioni, visto che non sono schizofrenico e non soffro di allucinazioni?


Mi aspettavo la domanda… Dialogare con le emozioni significa accoglierle senza temerle e cercare di capire quale messaggio ci stanno portando nel “qui e ora”.

È un po’ come passare da un pensiero distruttivo e inappellabile “sono paralizzato dall’ansia” a un pensiero utile, o funzionale, “sento che mi sta per arrivare la mia solita ansia da prestazione”.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Le vocine ti parlano? Ascoltale!

Se l’ansia da prestazione sta per arrivare, vuol dire che non si è ancora impossessata di noi, è sempre all’esterno, dunque possiamo immaginarla, darle una forma e persino una voce e chiederle quale messaggio sta portando oggi.

Il messaggio potrebbe essere un avvertimento, qualcosa come “mettiti in guardia, perché stai per affrontare una gara importante e i tuoi avversari sono tosti da battere…”.

Cosa possiamo rispondere alla nostra ansia che è ambasciatrice con tanto di… pena?

Possiamo dirle di “stare serena”, invito che da qualche tempo è diventato popolare, perché ci siamo allenati ogni giorno come se fosse la gara importante che stiamo per affrontare, che siamo pronti a dare il nostro 100 per 100 e che la forza dell’ansia, trasformata in cattiveria agonistica positiva, ci servirà, al momento opportuno, per darci la carica, non certo per paralizzarci.

A quel punto, in virtù della potenza della visualizzazione e sfruttando la regola secondo la quale il nostro cervello, dal punto di vista emotivo, non riconosce la differenza tra un evento reale e uno intensamente immaginato, sarà facile “vedere” l’ansia che si acquatta in un angolo e ci tiene d’occhio, pronta a venire in nostro soccorso al momento opportuno.

A nostro piacimento possiamo dare una forma buffa, all’emozione che si presenta di fronte a noi, e possiamo farla parlare con una voce divertente, tipo quella di Paperino o di Topo Gigio, per far sì che la sola immagine ci strappi un sorriso e sdrammatizzi in un istante quello che potrebbe trasformarsi in un punto di non ritorno, se l’emozione si impadronisse di noi, ovvero se al posto di essere noi a dominare l’emozione fosse l’emozione a dominare noi.

Questa tecnica, che ha anche un nome specifico, ma mi riservo di approfondire l’argomento faccia a faccia con te, nel corso di una sessione preliminare e gratuita, quando avrai piacere di affrontarla, può essere adottata, con gli opportuni accorgimenti, per dominare TUTTE le nostre emozioni, anche quelle più “esplosive”, come la rabbia o l’aggressività, in ogni area della nostra vita, quindi in ambito sportivo, personale o professionale.

Ti ricordo, come ho accennato in premessa, che il Mindset della Persona Vincente si basa su un dialogo interiore positivo e, di conseguenza, su una scelta consapevole delle immagini da far scorrere sullo schermo della nostra mente.

Per quanto riguarda il dialogo interno, occorre riconoscere i pensieri negativi e trasformarli immediatamente in pensieri CCCP (argomento affrontato nella prima sessione del videocorso AtletaVincente.com e nella Pillola 1 del libro “Atleta Vincente”.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Per quando concerne la visualizzazione, invece, ti invito a rileggere la Pillola 48Come funziona la visualizzazione nello sport”, la Pillola 50Come funziona la visualizzazione nella nostra vita” e la Pillola 137Visualizzazione e simulazione della gara”.

È il momento di agire!

E ora la domanda binelliana: vuoi diventare cintura nera di gestione delle emozioni, nell’ambito che più ti coinvolge? Contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 26 Settembre 2021 19:36

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