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MENTAL COACH E FORMATORE

Il Blog di Massimo Binelli, Mental Coach e Formatore

Pillole di Coaching

Sabato, 27 Giugno 2015 14:24

Ecco le prove della "cultura sportiva" dell'assessore allo Sport Dante Benedini

Le parole dell’assessore allo Sport Dante Benedini, che oggi, tramite il ‘Tirreno’, replica alla mia notizia “Velocisti attenzione: pericolo attraversamento pedoni in pista”, pubblicata mercoledì 24 giugno qui, nel Blog di MB, sono la conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, di quella “assoluta mancanza di cultura sportiva” di cui ho già scritto. Trovate il pezzo, a firma Cinzia Chiappini, a pagina IX della cronaca di Carrara. Potete anche leggerlo cliccando sull’immagine qui sotto oppure online, direttamente nel sito del quotidiano.

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Prima di entrare nel merito delle affermazioni di Benedini, mi permetto di far presente alla collega Chiappini che le mie non sono dichiarazioni che ho rilasciato a lei o al giornale per cui scrive, ma sono riflessioni pubblicate sul mio Blog, che doveva essere citato, come peraltro richiesto nella segnalazione fatta alla redazione. Tra giornalisti un minimo di attenzione e di sensibilità non guasterebbe, ma tant’è
.

Detto questo, mi bastano poche parole (non è vero, so già che non saranno poche), per far capire all’assessore (e intendo il ruolo, non l'uomo, contro il quale non ho nulla di personale) che ha perso una straordinaria occasione per tacere, perché se c’erano dei dubbi sulla sua competenza al di fuori del calcio, adesso questi dubbi sono definitivamente svaniti. Basti dire che, alcuni mesi fa, sottoposi a Benedini il problema dei “blocchi” (di partenza, nda), che inspiegabilmente da qualche tempo erano stati messi sotto chiave e affidati alla responsabilità di un custode fantasma, quindi, di fatto, era impossibile utilizzarli durante gli allenamenti. La risposta è stata: «I blocchi? E cosa sono?». Punto, due punti e punto a capo. Ogni disciplina sportiva ha le sue regole e dispone di un suo frasario, al di là che “blocchi” è un termine noto a tutti, visto che “essere sui blocchi di partenza” si usa anche come metafora; e non si può pretendere che tutti conoscano i “segreti” e i termini dell’atletica leggera, ma forse da un assessore allo Sport (Benedini, non si tratta di blocchi di marmo…), ci sia aspetterebbe un minimo di preparazione in più.

Ciò premesso, la “pedana”, che, a detta dell’assessore, sarebbe stata concordata con Mauro Fantoni, è giusta e sacrosanta, ma è stata fatta nel punto e dal lato sbagliati! Non mi risulta che Fantoni, ottimo tecnico che ha dedicato la propria vita allo sport e che praticamente ha eletto il Campo Scuola come sua seconda casa, sia un geometra, un architetto o un ingegnere edile. Sono convinto che si sia espresso favorevolmente alla realizzazione di ciò che è previsto per legge, e la struttura di via Bassagrande non era conforme da anni a tali prescrizioni legislative, tuttavia mi permetto di dubitare che lo stesso allenatore si sia spinto a dare disposizioni a un assessore o a un direttore lavori su come posizionare e dove realizzare tale obbrobrio in cemento. Se così fosse, ci sarebbe da chiedere l’interdizione immediata e perpetua dai pubblici uffici per manifesta incapacità di tutti coloro che per la costruzione di un’opera pubblica in muratura e prefabbricato prendono ordini da un tecnico di atletica leggera!

La pedana, ribadisco ancora, doveva essere realizzata alla fine del rettilineo dei 100 metri, dove esiste già il cancello di accesso all’area esterna, quello che in precedenza conduceva al box ad uso palestra, demolito assieme alle tribune. Evidentemente costava troppo costruire un camminamento di qualche decina di metri più lungo. In tutti gli impianti del mondo (ma non occorre andare molto lontano, è sufficiente andare a vedere quello di Pietrasanta, modello di buona gestione), gli accessi tra l’esterno e la pista sono realizzati dopo il traguardo e i servizi non “guardano” verso la pista, bensì dal lato opposto. E gli alberi di cui vaneggi («...non potevamo mica costringerli a passare in mezzo agli alberi», ipse dixit) sono a debita distanza, caro assessore “irritato

Ulteriore prova di “assoluta mancanza di cultura sportiva” è la nota patetica della catenella. Qui siamo veramente al ridicolo. Prima di tutto perché si parla di «catena che proteggerà gli atleti durante le gare», come a lasciare intendere che ci sarà solo in quelle occasioni, ovvero MAI, visto che il campo senza tribune non sarà mai più omologato per alcuna competizione di rilievo. In secondo luogo, e non è certo questione meno importante, perché il problema dell’attraversamento pista nel punto di massima velocità si verificherà soprattutto durante gli allenamenti. Infine, e qui siamo al grottesco, perché la catena non è certo un blocco all’attraversamento della pista dal prato ai servizi: chi avrà bisogno di usufruirne, infatti, attraverserà comunque la pista dopodiché, arrivato alla catena, la solleverà o vi passera sotto o sopra, ma il rischio, per il diretto interessato e per l’atleta di turno, si sarà già verificato. E poi, sarebbe la “catena” il fine lavori da attendere in gloria prima di giudicare? Mah!

Ed ecco la chicca finale, quella della «sua idea di Campo Scuola», sua dell’assessore, si intende.

«Vogliamo che questa struttura torni a essere un centro di aggregazione per i cittadini, dagli anziani ai bambini. Vogliamo portarci davvero tutti, non solo gli atleti incalliti».

Un campo di atletica centro di aggregazione per anziani e bambini?!? Che passeggiano e scorrazzano in pista??? Questa è follia pura. Perché non far diventare anche lo Stadio dei Marmi, quello dove tra poco giocherà una Carrarese di dilettanti, un centro di aggregazione, con anziani e bambini che giocano nel prato e mamme che raccolgono le margherite mentre i calciatori si allenano?

Una pista di atletica è una pista dove si corre, con le scarpe chiodate. È un impianto dove esiste una dose elevata di pericolo, se non gestito attentamente, dovuto ai lanci (si pensi al giavellotto che è un’arma mortale, o al martello), ai salti e a tutte le splendide discipline dell’atletica leggera. Un pista, l’ho già scritto e lo ripeto, è come un’autostrada: mandereste i vostri nonni e i vostri bambini o nipoti a giocare su un’autostrada? Assessore, vieni tu a pascolare sul prato mentre stanno lanciando un attrezzo, poi mi dirai se è proprio questa la tua idea di «obiettivo sociale».

E permettimi di concludere dicendoti che la tua espressione infelice «atleti incalliti», palesemente dispregiativa, è rivolta ad atleti che per anni, allenandosi duramente in una struttura degradata e fatiscente, continuano a conseguire risultati di altissimo profilo agonistico. Il sottoscritto, tanto per non fare nomi, è tuttora campione italiano di staffetta, ma se guardi bene, caro assessore, e ammesso che tu sappia dove cercare, scoprirai che a Marina di Carrara si allenano diversi campioni italiani «incalliti». Orgoglioso di far parte degli «incalliti», provo profondo disgusto a confrontarmi con politici incrostati alle loro poltrone, incapaci, incompetenti, inaffidabili e inadeguati, che da troppo tempo governano questa città e hanno la responsabilità di strutture sportive che non sanno neppure a cosa servono e come devono essere gestite.

Un consiglio al sindaco Angelo Zubbani, che sta meditando di dimettersi, se non riuscirà a tenere in piedi questa giunta sgangherata: Angelo, manda tutti a casa e ripartiamo da zero. Consiglia calorosamente al tuo assessore allo Sport di andare a passeggiare al Campo Scuola, tanto qualcuno che sbaglia un lancio del martello o del giavellotto prima o poi capita…  

Ultima modifica il Sabato, 11 Luglio 2015 20:07
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