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MENTAL COACH E FORMATORE

Il Blog di Massimo Binelli, Mental Coach e Formatore

Pillole di Coaching

Domenica, 09 Maggio 2021 19:54

Fregatene, se vuoi avere successo (Con le pippe mentali non si raggiungono gli obiettivi)

“Psicopatologia della caffeina quotidiana”. Parafrasando Freud, potrebbe essere questo il titolo di un libro dedicato a tutte le pippe mentali che sono state oggetto di intere sessioni di coaching, che mi sono state scritte o che ho letto nei social riguardo ai deliri da espresso e da cappuccino. C’era chi voleva sbranare il barista perché il caffè “non era ristretto abbastanza”; chi voleva sbranare il barista perché il caffè “era troppo ristretto e poi mi rende nervoso” (il fatto che ci sia più caffeina in un caffè lungo rispetto alla quantità contenuta in un caffè corto è un trascurabile dettaglio…); chi voleva sbranare il barista perché il caffè “era troppo lungo ma io gli avevo detto leggermente più alto, non una brodaglia all’americana”… E poi c’è l’amica di una vita che pubblica un post lamentandosi (eufemismo!) perché LA barista (gli articoli sono importanti!), le aveva appoggiato il cappuccino sul bancone “a un metro di distanza”. In buona sostanza, potrei scrivere un libro sul fatto che la gente consuma una quantità spropositata di energia mentale per questioni che valgono meno di una cippa lippa. Perché succede?, mi chiedo…

Piantala con le masturbazioni cerebrali!

Al bar, all’autogrill, al supermercato, praticamente ovunque c’è chi ha travasi di bile per motivi tanto disparati quanto insignificanti.

Ha senso farsi tutte queste pippe mentali?
Aiuta in qualche modo a scaricare le tensioni interne?
Porta benefici e fa crescere l’autostima?


Nella Pillola 40, che ormai è invecchiata più di un Brunello di Montalcino, dicevo che quando sarebbe sufficiente un piccolo pretesto per scatenare un diluvio di parole incontrollate oppure quando basterebbe una scintilla, tipo due grammi in più di caffè bollente nella tazzina, per far esplodere la polveriera, bisogna rivolgersi mentalmente una semplice domanda: “Cosa è meglio per me?”.

Ci sono persone che si preoccupano e si logorano il fegato per tutto e tutti. Poi ci sono quelli che invece se ne fregano di tutto e di tutti, e vanno avanti per la loro strada. Io sono felicemente tra questi ultimi…

“Fregarsene” è il modo più sano ed economico per ricaricare le batterie dell’autostima.


Quel tipo è stato maleducato con te? Cancellalo, e non solo dagli amici del Faccialibro…

Il barista ha distillato due grammi in più di caffè nella tazzina perché non conosce il significato che dai tu alla parola “ristretto”? Spiegagli cosa vuoi, al posto di inferocirti, perché il poveretto ti ha preparato il caffè secondo i canoni che fanno parte del suo modello del mondo, non del tuo.

La barista ha appoggiato il cappuccino a un metro di distanza ed è un affronto intollerabile? Verifica che non abbia una gamba ingessata che le ha impedito di muoversi, poi se sei convinta che il suo sia un affronto intollerabile, semplicemente non mettere più piede in quel bar, senza fare del clamore inutile.

Il mondo è pieno di persone che per tutta la loro vita se ne sono sbattute beatamente di maldicenze, invidie, gelosie e sabotaggi, e hanno ottenuto risultati incredibili senza mai intaccare la loro autostima.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Da Battisti a Baglioni passando per Jack Ma

Qualche nome? Jack Ma, ovvero il “signor Alibaba”, uno degli uomini più ricchi del pianeta. Nel corso della sua vita rocambolesca è stato deriso e umiliato in decine di colloqui, tutti finiti male. Non è riuscito a trovare uno straccio di lavoro, ha creato aziende che sono andate in malora, poi un bel giorno ha fondato Alibaba, il primo sito di eCommerce in Cina. Non era ancora partito e già lo davano per spacciato… Vuoi sapere qual è il suo motto? Eccolo:

«Se vuoi avere successo, impara a fallire!».


Oppure un certo Lucio Battisti. Fu il paroliere Giulio Rapetti, il grande Mogol, a minacciare di dare le dimissioni dalla Ricordi, la sua casa discografica, per ottenere la produzione di un LP, perché nessuno credeva nelle doti vocali di quel giovane cantautore di Poggio Bustone, all’epoca poco più che ventenne...

E, per chiudere, restando ancora in tema di musica, vogliamo parlare di quel tale che si chiama Claudio Baglioni? Appena iniziò a cantare si guadagnò il soprannome “Agonia”. Immagina cosa sarebbe accaduto se invece di passar sopra agli scherni e andare avanti a muso duro avesse smesso di credere nel suo obiettivo di diventare un cantautore di successo!

[Sì, vabbè, lo so a cosa hai pensato, ma quella è una cattiveria gratuita…]

Ti piacciono i rospi?

Fermati un attimo e rifletti: c’è già stato un momento della tua vita in cui hai deciso di fregartene e da quel momento hai finalmente raggiunto i tuoi obiettivi? Se hai risposto “no”, forse è il momento di iniziare, non credi?

Al posto di preoccuparti di tutto e di tutti, facendo le pulci a ogni più piccolo capello storto che mina le fondamenta del tuo orgoglio, che ferisce il tuo ego, prova a occuparti (pensa te quanto cambia togliendo quel “pre”!) di ciò che ti è utile ed è funzionale ai tuoi obiettivi.

C’è un problema? Infischiatene, e pensa immediatamente a una possibile soluzione, al posto di restare impantanato in quel problema. E se il problema non ha una soluzione, fregatene ugualmente, tanto non lo puoi risolvere, come insegna la filosofia Zen…

Hai subito l’ennesimo rifiuto? Fai come Jack Ma, fregatene e sorridi, pensando al piacere che proverai quando chi ha rifiutato di sostenere una tua idea o di investire in un tuo progetto un bel giorno si mangerà le dita delle mani e dei piedi scoprendo cosa ha perso…

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Un grande imprenditore, molti anni fa, mi confidò che per arrivare al successo era diventato cintura nera nella nobile arte di ingoiare rospi. Mi disse che a sue spese aveva imparato che era molto più redditizio ingoiare un rospo oggi per poi avere una grande soddisfazione domani, piuttosto che avere una magra soddisfazione oggi e restare a mani vuote domani.

Ho fatto tesoro delle sue parole, credimi, perché io ero uno di quelli che non te ne faceva passare nemmeno mezza, ma sai quante porte ho visto chiudersi per sempre a causa di questo atteggiamento “talebano”? Le cose hanno iniziato a prendere una china diversa da quando ho imparato a fottermene beatamente (ecco, alla fine l’ho detto in italiano forbito), smettendo di dare importanza a questioni insignificanti e tenendo il focus soltanto su ciò che era FUNZIONALE ai miei obiettivi.

È il momento di agire!

Mazzata finale: se sei membro di diritto del club di coloro che fanno di qualsiasi cosa una tragedia, è perché non hai nulla di più importante di cui pre-occuparti. E dunque si apre un bivio: te la prendi con il mental coach perché ha osato insinuare una cosa simile, «perché cosa ne sa il mental coach della mia vita e dei miei problemi, e come si permette…», e ti cancelli dal suo sito e dal canale YouTube, rimuovi tutti i “mi piace”… oppure ingoi il primo rospo, mi contatti e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Domenica, 09 Maggio 2021 19:54
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