massimo binelli

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Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Domenica, 17 Marzo 2019 22:27

«Il lupo vincente è quello che nutri» (Nel bene o nel male, diventiamo ciò che pensiamo)

Il titolo scelto per questa Pillola è una frase tratta dal “Racconto dei due lupi”, storia attribuita alla tribù di nativi americani Cherokee, citata nel libro “La mentalità vincente”, di George Mumford, che ti consiglio di leggere (trovi il link nella descrizione). Narra di un uomo che un giorno raccontò al nipote di una battaglia perenne in corso tra due lupi. Uno rappresenta il male, ovvero la rabbia, l’invidia, il rimpianto, la disonestà e tutti i peggiori attributi negativi che si possano immaginare. L’altro rappresenta il bene, ossia l’amore, la felicità, la speranza, la gentilezza, la verità e tutte le qualità positive umanamente desiderabili. Alla domanda del giovane su quale sarà il lupo vincente, il nonno rispose: «Il lupo vincente sarà quello che nutri». E tu quale lupo stai sfamando?

I pensieri creano la nostra mappa del mondo
Il nostro cervello emotivo viene rappresentato in vari modi, tutti provenienti dal mondo animale (e questo fatto meriterebbe già di per sé un’attenta riflessione). Tra le tante, molto efficace, per esempio, è la metafora dell’elefante, che se è ben condizionato si fa condurre (dalla parte razionale della mente, si intende) con una semplice cordicella, ma se si imbizzarrisce non lo ferma più nessuno. I due lupi affamati, tuttavia, rendono bene l’idea di un cervello emozionale “bifronte” , un po’ come il dio Giano, da nutrire nel modo giusto, perché se diamo da mangiare al lupo sbagliato, poi restiamo vittime della sua voracità e ferocia.

“O mental coach, e cosa mangiano ‘sti benedetti lupi?”.


Mi aspettavo la domanda! I due lupi, e ognuno a suo modo, sono ingordi dei nostri pensieri. I pensieri positivi sani fanno crescere e rafforzano il lupo buono, mentre i pensieri negativi tossici fanno diventare sempre più feroce il lupo cattivo. Siccome la nostra identità e il nostro comportamento sono il riflesso del lupo che si sta formando dentro di noi, possiamo affermare che…

… ciò che pensiamo, nel bene o nel male, determinerà ciò che diventeremo.


È un processo lento e foriero di sofferenza, ma dobbiamo accettarla, questa sofferenza, perché fa parte della nostra evoluzione di esseri umani dotati di libero arbitrio. Dobbiamo diventare consapevoli di cosa invelenisce il lupo cattivo, che per tutta risposta ci fa star male, e di cosa rende docile il lupo buono, che, di contro, ci infonde energia positiva. Sarà poi nostra la decisione di scegliere in ogni momento cosa è meglio “per i nostri lupi” e per noi, evitando di cercare alibi o di attribuire ad altri colpe per comportamenti che invece discendono esclusivamente dalla nostra responsabilità personale.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Il pensiero positivo è nemico del lupo cattivo
Dobbiamo anche accettare, senza alcun rimpianto, e soprattutto senza trincerarci dietro a un ingannevole “buonismo animalista”, passami la battuta, che prima o poi il lupo cattivo dovrà soccombere, se vogliamo che la nostra sofferenza abbia una fine. Il nostro benessere mentale, infatti, può essere raggiunto soltanto quando avremo imparato a osservare la realtà cercando di capire, senza giudicare, senza odiare e senza criticare, ossia senza formulare pensieri negativi.

Il lupo cattivo muore quando impariamo ad alleggerire, ridurre, semplificare, come ho spiegato nella Pillola 144, nella quale rivelo le ragioni per cui devi eliminare quello che non funziona nella tua vita, che poi è il cibo preferito dal lupo sbagliato.

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In altre parole, non possiamo combattere contro il lupo cattivo, finché è vivo, vegeto e rabbioso, perché è più forte di noi. Ma non possiamo nemmeno fuggire da lui, perché è più veloce, e soprattutto agisce mosso da un istinto primordiale, non controllabile dal nostro limitato cervello razionale. Dobbiamo riconoscere questa disparità di forze, accoglierla benevolmente e poi iniziare a indebolire il nemico interiore giorno dopo giorno, grazie a pensieri positivi che evochino immagini ed emozioni altrettanto positive in grado di modificare il nostro stato d’animo, far crescere il lupo buono e far deperire tra gli stenti quello cattivo.

Focus sulle nostre emozioni
Impariamo a osservare con distacco i nostri pensieri nel “qui e ora” , prestando attenzione ai momenti di inattività, che sono i più critici. Quando siamo super indaffarati, la mente non ha risorse sufficienti per abbandonarsi alla negatività (e ormai dovresti sapere perché, vero? Esatto, perché non siamo multitasking!). Non appena torna la quiete, tuttavia, si innesca il turbine dei pensieri e quelli velenosi rischiano di prendere il sopravvento, ridando forza al lupo cattivo.

Per evitare che tutto ciò accada, occorre mantenere la mente impegnata in attività che ci consentano di creare la bolla di energia, ovvero di entrare in quello stato di grazia in cui scegliamo di essere concentrati su ciò che ci fa star bene e ci è utile, lasciando fuori tutto ciò che non serve, ossia rabbia, dubbi, giudizi e critiche, preoccupazioni per il futuro o rimpianti. Possiamo meditare, possiamo leggere libri di crescita personale oppure possiamo dedicarci a un anti-Obiettivo.


Se impariamo a mantenere l’attenzione dentro di noi, ascoltando le nostre emozioni, calmiamo la mente, osserviamo i lupi con distacco e non proviamo alcun rimorso per quello cattivo che vediamo pian piano spegnersi. Fuor di metafora, perdiamo quell’attaccamento quasi morboso che avevamo nei confronti della sofferenza, come se la sofferenza fosse stata parte integrante della nostra identità. Possiamo, anzi, dobbiamo riuscire a vedere noi stessi svincolati da tale sofferenza, e dobbiamo vuotare la mente da tutto ciò che l’ha riempita fino a quel momento.

Concludo questa riflessione, che creerà un po’ di scompiglio, ne sono certo, con una bella frase di Mumford:

 

«... non è possibile risolvere i problemi con la stessa consapevolezza che li ha creati: solo modificandola è possibile risolvere i problemi e trasformare così il proprio gioco, qualunque esso sia e ovunque si svolga».


È il momento di agire!
Se anche tu vuoi veramente trasformare il tuo “gioco”, contattami e ne parliamo... Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Venerdì, 29 Marzo 2019 06:03