massimo binelli

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Pillole di Coaching

Lunedì, 29 Giugno 2015 08:46

Per vincere bisogna saper perdere (Imparare dai fallimenti)

Sei consapevole dell’importanza di accettare gli insuccessi per continuare a crescere, ossia, per dirla in altre parole, del fatto che per riuscire a vincere bisogna saper perdere?

Anche a te piace “vincere facile”?
Vincere è facile e comodo: gloria, medaglie, foto, complimenti… La sconfitta, invece, porta a pensare agli errori fatti, alla delusione che provano (e spesso è una nostra convinzione errata) le persone che credevano in noi, e ci tormentiamo e ci disperiamo pensando a tutti gli aspetti negativi dell’insuccesso. Quindi, la sconfitta lavora dentro e talvolta provoca ferite che non si rimarginano, al punto che atleti non ancora temprati possono persino arrivare ad abbandonare la loro carriera dopo una delusione che brucia.

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Proviamo a cambiare livello di osservazione, come suggerisco spesso nelle mie Pillole? Invece di considerare la sconfitta come un “evento mortale”, perché non tentiamo di guardarla come un’opportunità straordinaria di rinascita? Perché non proviamo a trarre un insegnamento da questo evento che fa parte della vita di un atleta, visto che «bisogna saper perdere, non sempre si può vincere», come cantavano The Rokes negli anni Sessanta?

Anche perché, e non è detto che sia l’ultimo, di questa serie di “perché”, è ormai certo (lo hanno dimostrato studi recenti) che, in termini di apprendimento, la lezione che deriva da una sconfitta viene ricordata molto più a lungo delle emozioni effimere collegate ad una vittoria.

 

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Ogni insuccesso è un’opportunità di rinascita
Il fatto è che è difficile andare d’accordo con gli insuccessi, perché occorre molta più energia rispetto a quella che lasciamo fluire da tutti i pori per godere le gioie di una vittoria, e tutto questo ha un prezzo molto alto in termini di autostima e di energia da dedicare ai nostri obiettivi.

C’è una frase tratta da un pensiero di Michael Jordan, la leggenda del basket americano, che viene citata in tutte le salse, poiché nella sua disarmante semplicità è la sintesi perfetta di un’intera lezione sulla motivazione e sull’autostima:

«… Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto».


Pensaci un attimo: dopo ogni errore Jordan aumentava l’impegno per migliorare e diventava sempre più bravo, ma ovviamente continuava a sbagliare, perché la perfezione non è umanamente raggiungibile, e più sbagliava e più si impegnava, fino al punto che è diventato semplicemente il migliore, il più grande.

Se si fosse fermato a godere dei successi o a piangersi addosso per gli insuccessi, per ognuna delle «trentasei volte in cui i suoi compagni gli hanno affidato il tiro decisivo» e l’ha sbagliato, per citare sempre le sue parole, pensi che sarebbe diventato il numero uno? So che dentro di te hai la risposta giusta, quindi lascio in sospeso la domanda.

Sai qual è la vittoria più bella?
Dunque, sbagliare fa parte del gioco, «non dobbiamo farne un dramma», e così ho citato anche il mitico duo Mogol-Battisti: dopo ogni sconfitta, la probabilità immediatamente successiva, se ci crediamo veramente, è che sia il nostro avversario a perdere, e qui il termine “avversario” è inteso in senso lato, in senso figurato, a patto che la sconfitta sia il pungolo per migliorare e non la scusa per smettere di impegnarsi o, peggio, per mollare.


Insomma, se accettiamo il principio che per diventare dei numeri uno dobbiamo ispirarci a chi è riuscito a diventare un campione, e ti assicuro che si tratta di un principio sacrosanto, dobbiamo adottare la regola di Jordan, che è quella di accettare la sconfitta e di cancellare immediatamente l’idea di rinunciare a provarci di nuovo, unico “segreto” per riconoscere i propri errori, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e recuperare in fretta la propria autostima.

La delusione del momento deve diventare una forza esplosiva per la vittoria più bella,

«quella che deve ancora venire»,


come amava dire il Drake, Enzo Ferrari.

È il momento di agire!
Vuoi saperne di più sulle strategie utili per affrontare i momenti immediatamente successivi a un insuccesso, quelli in cui dobbiamo chiederci cosa ha portato alla sconfitta, cosa avremmo potuto non fare o fare di diverso, quando ci siamo accorti che stavamo sbagliando e cosa sarebbe cambiato, o ancora cosa possiamo o dobbiamo fare per migliorare e per evitare che l’“errore” si ripeta? Contattami e ne parliamo… Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 08 Febbraio 2019 09:46

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