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Pillole di Coaching

Domenica, 02 Febbraio 2020 19:39

Quanto manca alla tua morte? (Impara a trasformare i limiti in opportunità)

«La prossima volta che devi decidere se prenderti carico di te stesso o meno, se fare o meno la tua scelta, poniti questa importante domanda: “Quanto manca alla mia morte?”. Con questa continua prospettiva, puoi ora compiere la tua scelta e lasciare a quelli che non muoiono mai i crucci, i timori, il dubbio se te la puoi permettere o meno, e il senso di colpa». Sono parole di Wayne Dyer, il noto psicologo statunitense autore del bestseller “Le vostre zone erronee”, già citato nella Pillola 160. La prima volta che le ho lette mi sono arrivate come un pugno nello stomaco. Ho rivissuto in un lampo tanti momenti di “lotta” con mia madre, dai quali sono sempre uscito sconfitto, e forse è questa la vera ragione per cui, con uno spirito di rivalsa, ho costruito la mia “galassia” attorno al concetto di Vincente.

“Ormai”, una parola killer
Ogni volta che mia madre doveva prendere una decisione, dalla più semplice, come cambiare il vecchio televisore a tubo catodico, a quella un po’ più impegnativa, come ristrutturare casa, faceva letteralmente i conti con il tempo che le sarebbe rimasto da vivere.

Il risultato è stato che ha trascorso gli ultimi anni della sua esistenza con un vecchio televisore, con una casa da sistemare e con tante altre privazioni, perché «Ormai chi me lo fa fare…». Sarà per questo motivo che aborro la parola killer “ormai”, della quale ho già parlato nella Pillola 144: la rassegnazione – dicevo – non va d’accordo con la Persona Vincente, perché….

... se condizioni le tue scelte pensando al tempo che ti separa dalla tua morte, finirai per morire soffocato dal peso di tutti quei maledetti “ormai”, così potrai affermare con misera soddisfazione che la profezia si sarà autoavverata.


Ormai è troppo tardi per…
Ormai sono troppo vecchio per…
Ormai chi me lo fa fare di…

Vivere “oggi” le angosce del “domani”, significa anticipare per davvero il “momento ferale” e sotterrarsi con le proprie mani anzitempo.

Per sconfiggere la parola killer “ormai” e tornare a godere del presente, del “qui e ora”, rifiuta la rassegnazione e SCEGLI di essere felice e di vivere ogni istante della tua vita con la consapevolezza che è quello il tempo per vivere alla massima espressione.

Ogni attimo della nostra vita, anche il più difficile, il più denso di problemi, va affrontato con uno stato d’animo positivo e con atteggiamento proattivo. Lasciarsi andare e subire gli eventi è come sprofondare lentamente e inesorabilmente nelle sabbie mobili, fino a restare sommersi dalla melma.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


La magia di un istante...
Nella Pillola 46, che risale al Triassico, dicevo che «un problema può essere causa di sofferenza o può innescare la nostra crescita personale: tutto dipende dall’atteggiamento nei confronti di quel problema e dalla forza che impieghiamo per affrontarlo e risolverlo».

I problemi, tuttavia, sono una parte integrante dell’esistenza e la misura della felicità non è inversamente proporzionale alla quantità di problemi da affrontare!

La sensazione di felicità che proviamo in ogni momento della nostra vita discende unicamente dallo stato d’animo che creiamo proprio in quell’istante.


Ho usato consapevolmente il verbo “creare”, perché soltanto noi possiamo controllare il nostro stato d’animo tramite i pensieri che scegliamo di tenerci in testa. Al proposito, ricordo che un percorso di allenamento mentale si fonda su due pilastri: pensieri, ovvero “dialogo interiore”, e immagini, ossia “visualizzazione”.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Il legame che c’è tra pensieri, immagini e stato d’animo, già visto nella Pillola 146, è questo:

il pensiero richiama immagini mentali; le immagini suscitano emozioni; le emozioni modificano lo stato d’animo.


Poiché lo stato d’animo in cui ci troviamo influenza le nostre azioni, e le azioni condizionano il risultato che otteniamo, è evidente che…

… il pensiero condiziona il risultato delle nostre azioni!


Adesso però ti rivelo una verità sconvolgente. Quando lavori con i pensieri e con le immagini, sei tu il regista del film che sta prendendo forma nella tua testa. Hai a disposizione una moviola potentissima, grazie alla quale puoi fermare le immagini, riavvolgere il nastro e correggere ciò che non va, fotogramma per fotogramma, dettaglio dopo dettaglio, finché il risultato non ti soddisfa a pieno.

Soltanto il “qui e ora” ti riserva opportunità da cogliere
Nella vita vera, invece, hai un solo ciak a disposizione. È sempre “buona la prima”, che ti piaccia o no. Non puoi chiedere di “rifare” quello che non ti è venuto bene; al massimo puoi cercare di rimediare, ma quel che è fatto è fatto e più resti impantanato nel rimpianto di qualcosa che poteva andare diversamente e più il presente ti sfugge di mano. Il tempo scorre inesorabilmente, che tu sia con la mente nel passato, a rimuginarci sopra, o che tu sia già nel futuro, a pensare alle conseguenze della tua azione.

Cito una bella frase del Dalai Lama che rappresenta questo concetto meglio di un trattato sulla consapevolezza e sulla presenza mentale:

«Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere».


Questo concetto del “vivere oggi”, è già efficace di per sé, ma ti chiedo di fare uno sforzo ulteriore: rapportalo al “qui e ora” e sentirai sprigionarsi dentro di te un’energia dirompente. Al posto di pensare a quanto tempo manca a sabato, alle vacanze, alla pensione e persino alla tua morte, pensa a cosa puoi fare ORA e AGISCI!

Tanto, che tu lo voglia o no, il sabato prima o poi arriva; le ferie prima o poi arrivano; il giorno della pensione prima o poi arriva; financo la morte prima o poi arriva, ma in questo caso quando sarà lei a irrompere sulla scena, non ci sarai più tu, quindi che ti preoccupi a fare: non vi incontrerete mai faccia a faccia…

In buona sostanza:

«Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai».


Sono parole attribuite a diversi personaggi, tuttavia pare che la frase originale sia stata pronunciata dal filosofo romano Julius Evola. Meditaci su.

È il momento di agire!
Se vuoi potenziare i tuoi schemi di pensiero e trasformare i limiti che pensi di avere in opportunità che ancora non sai di possedere, contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Lunedì, 03 Febbraio 2020 08:02

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