massimo binelli

BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Gare

La potenza mentale del maratoneta (Tre Regole per affrontare gare di lunga durata)
Pubblicato in Crescita Sportiva

L’ispirazione per cucinare questa Pillola mi è venuta dopo aver macinato un po’ di chilometri alla guida della mia nuova auto elettrica. La 157, in questo senso, è stata profetica e, poco dopo averla sfornata, una Tesla me la sono comprata per davvero (al proposito, se te la sei persa, fatti quattro risate con la Pillola di Natale)! Ben presto ho imparato che un’auto alimentata a batteria si comporta in modo praticamente opposto rispetto a una con il motore a scoppio: consumi estremamente ridotti alle basse velocità e in città e aumento quasi “esponenziale” man mano che la velocità aumenta. Quando sei in viaggio, dunque, e stai esaurendo la carica, occorre adattare la velocità in funzione della distanza che ti separa della colonnina più vicina. Ebbene, anche il nostro sistema nervoso ha una specie di “accumulatore di energia”, tant’è che più volte ho parlato di ricaricare la “batteria” degli ancoraggi, e questa energia va dosata in funzione della distanza da percorrere e della velocità, proprio come si fa con una macchina elettrica, altrimenti ti pianti per strada (e, per inciso, non puoi andare al distributore con una tanica…).

Sport e divertimento (Sorridi e Semplifica, e il Successo arriva Senza Sforzo)
Pubblicato in Crescita Sportiva

«Massimo, parlaci dell’amore per il gioco. Ovvero, la differenza tra l’amore per il gioco e l’aggressività negativa o inutile». È il suggerimento che ho trovato tra i commenti alla Pillola 157, che accolgo con piacere, anche perché il “sano divertimento” è un mio cavallo di battaglia. Quando spiego la tecnica della bolla di energia, per esempio, dico che arrabbiarsi, essere aggressivi e, in senso lato, pensare a cose che non fanno parte del presente la fa scoppiare. Per conservarla integra per tutto il tempo necessario occorre mantenere la calma e la fiducia, ovverosia «è fondamentale abbandonare la rabbia e il nervosismo e avere un atteggiamento sorridente e sereno, perché un atleta, di qualunque livello, gode di quel che fa». Non è forse vero che i praticanti delle discipline sportive più ricche e seguite sono dei “giocatori”? Giocatori di calcio, giocatori di rugby, giocatori di tennis, giocatori di golf… Che equilibrio deve crearsi, dunque, tra gioco e agonismo?

“Zatopek, chi era costui?” (Dolore, Determinazione, Concretezza e Fiducia)
Pubblicato in Crescita Sportiva

A Campi Bisenzio, in Toscana, la regione in cui vivo, c’è lo stadio “Emil Zatopek”, dove ogni anno si svolgono manifestazioni importanti di atletica leggera. Nel settembre 2019, per esempio, ha ospitato i Campionati Italiani Master e il sottoscritto, ovviamente, ha disputato il fatidico Giro della Morte. Quando vengono organizzate gare del settore giovanile (alle quali, come è noto, partecipo finché riuscirò a far “mangiare la polvere” a qualche baldo giovine, in virtù del mio motto: “Alla partenza ti guardano con sufficienza, al traguardo con riverenza”), la domanda aleggia immancabilmente nell’aria: “Zatopek, chi era costui?

Medaglia d’argento nella Staffetta 4x400 ai Campionati Europei Master di Atletica Leggera
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Con le staffette 4x400, che hanno assegnato le ultime medaglie, si sono chiusi, domenica 15 settembre, allo stadio “Giovanni Chiggiato” di Caorle, i Campionati Europei Master di Atletica Leggera, tornati in Italia, a Venezia, e distribuiti tra le sedi di Jesolo, Eraclea e Caorle, dopo ben 21 anni di assenza (l’ultima edizione outdoor sul territorio nazionale risale al settembre 1998, quando si disputarono a Cesenatico).

Come preparare la tua gara più importante (Le fasi di un Percorso Vincente)
Pubblicato in Crescita Sportiva

Nella Pillola 132 ho già affrontato il tema della “gara importante” e ho spiegato che per riuscire a dare il massimo in ogni circostanza bisogna rispettare alcune sequenze di attivazione, dalla creazione della consapevolezza, che fa aumentare il senso di responsabilità personale, alla visualizzazione e riscaldamento mentale, in cui inizia a prendere forma la cattiveria agonistica, per finire con la costruzione della bolla. Molto spesso, tuttavia, il problema non è riuscire a gestire la gara, ma è arrivare a quel momento con le batterie cariche, perché la tensione che si crea attorno a un evento che la mente percepisce come “importante” rischia di produrre un pericoloso corto circuito.

Come disintossicarsi al termine della stagione agonistica (Ricarica le batterie in modo creativo)
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Ciò che sto per dirti potrà sembrare un “accecante lampo di ovvietà”, ma ti assicuro che non è poi così scontato come parrebbe. Mi riferisco a quel periodo sacrosanto di “scarico” che ciascun atleta dovrebbe ritagliarsi tra la fine di una stagione agonistica e l’inizio della preparazione per la stagione successiva. Si tratta di una forma di “reset” per ripartire da Vincenti complementare rispetto a quella di cui ho parlato della Pillola 130 ed è ugualmente da intendersi come il “riavvio” richiesto dal sistema operativo del tuo pc dopo un aggiornamento.

Resistenza, il muro dei... 30 secondi (La mente ordina e il corpo esegue)
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Dopo aver trattato il tema del muro del trentesimo chilometro, che un maratoneta professionista oggi affronta dopo circa 90 minuti di corsa a un ritmo disumano di 3 minuti al chilometro, ossia 18 secondi ogni 100 metri (e chi non ha la percezione di tali misure provi a correre anche soltanto 300 metri a questa andatura, poi ci ragioniamo su), spingermi ad associare il concetto di “resistenza” a un tempo di 30 secondi può sembrare un tantino azzardato. Eppure non è così, perché dopo 30 secondi di sforzo massimo, nei meandri della mente di un atleta (ma potrei dire di un essere umano in generale), succede qualcosa di molto insidioso.

Come si fa a dare sempre il 100 per 100 (Superare la soglia del dolore)
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Nella Pillola 124 ho affrontato il tema della responsabilità personale che cancella gli alibi e che consente di sviluppare l’atteggiamento del “gareggiare per vincere perché non si ha nulla da perdere” (Regola 6). Gareggiare per vincere significa possedere la piena consapevolezza dei punti di forza individuali e restare concentrati sulle proprie sensazioni, vivendo la fase agonistica all’interno della bolla come un momento di godimento puro. In questa condizione di massima attivazione agonistica, un atleta dovrebbe riuscire a dare il 100 per 100, ma non sempre ci riesce.

Cosa significa “gareggiare per vincere” (La responsabilità personale cancella gli alibi)
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«Non diciamole che la sua prima avversaria è l’atleta più forte di tutta la categoria, tanto lei non sa chi è, altrimenti si blocca». Ho ascoltato queste parole, dette da un allenatore ai suoi collaboratori, mentre stavo seguendo alcuni atleti durante un’importante gara internazionale di karate. Per la karateka da tenere all’oscuro degli scherzi della sorte, dunque, si sarebbe trattato di un primo combattimento che valeva una medaglia, perché sconfiggere l’avversaria più quotata avrebbe spianato la strada verso la finale, ma il suo allenatore ha ritenuto opportuno non farglielo sapere. Dal punto di vista mentale, quali sono i pro e i contro di una simile strategia?

La cattiveria agonistica (“Io ti spiezzo in due!”)
Pubblicato in Crescita Sportiva

Nella Pillola 76, quella in cui parlo delle strategie che un Atleta Vincente può adottare per dare il massimo in gara, ho usato per la prima volta la definizione “cattiveria agonistica”. L’argomento è ampiamente trattato nel mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, tuttavia ho deciso di riprenderlo in questo articolo perché molti atleti mi chiedono come può essere potenziata questa “cattiveria” positiva senza sconfinare nell’aggressività negativa.

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