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Domenica, 07 Novembre 2021 21:55

La goccia scava la pietra (Il duro lavoro paga sempre)

La goccia scava la pietra (Il duro lavoro paga sempre)

Gutta cavat lapidem” è un proverbio molto amato dai nostri padri Latini. Lo troviamo in brani di Lucrezio, di Ovidio, di Seneca, ma all’epoca aveva un significato prevalentemente negativo, perché indicava gli effetti dannosi di un’azione, anche lieve, ma ripetuta e continua nel tempo. Una goccia d’acqua, infatti, è capace di scavare, e dunque rovinare, la pietra, il marmo o una roccia, se cade regolarmente e sempre nello stesso punto per anni. A me, invece, piace interpretare l’azione di quella piccola goccia come la ferrea volontà di raggiungere un obiettivo, non in funzione della sua forza, ma in virtù della sua perseveranza, o resilienza, per usare un termine ormai di moda, ovvero della capacità di tenere intatta la motivazione per tutto il tempo necessario a raggiungere quell’obiettivo.

Trovare scuse per non agire è da perdenti

Nella mia Pillola 103 ho parlato del potere della perseveranza, ovvero della necessità di essere costanti, evitare di inventare alibi improbabili pur di “rimandare a domani”, perseverare e avere fiducia nei propri mezzi, per raggiungere il successo, per diventare dei veri vincenti in ogni ambito della vita.

Domanda binelliana: sai come si riconosce un perdente da un vincente?

Il perdente cerca sempre una scusa buona per NON FARE, perché “tanto i risultati non arrivano”. Il vincente, all’opposto, cerca sempre il modo di AGIRE, perché sa che tenendo il focus su quello che fa, un giorno dopo l’altro, i risultati arriveranno di conseguenza.

Se ti riconosci nella seconda definizione, evita pure di continuare la lettura, non hai bisogno di me...

Se, invece, ritieni di essere un membro di diritto del Club dei Fancazzisti, tu ed io abbiamo del lavoro da svolgere assieme, fidati.

Potrei farti una lista chilometrica di pretesti anti-resilienza collezionati in anni di professione, ma pesco tre esempi a caso, nel mazzo.

C’è chi si lamenta del fatto che ha seguito per tre giorni le mie istruzioni su come meditare, ma «siccome non è successo niente», ha smesso.

Oppure c’è chi dice che ha iniziato a praticare la visualizzazione tutti i giorni, come concordato durante una sessione di coaching, ma gli «sembrava troppo», quindi ha deciso di allenarsi mentalmente solo una volta alla settimana, «tanto va bene lo stesso».

Infine, c’è chi dovrebbe visitare 10 clienti al giorno, per portare a casa almeno una vendita, ma dopo l’ottavo “No, grazie!” rinuncia alle ultime due trattative, «tanto oggi non è giornata».

 

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

L’arte della pazienza

Sai cosa rispondo a chi esordisce con questi alibi usati per tentare, goffamente, di giustificare il fancazzismo?

Rispondo che per imparare a meditare e percepirne i benefici, che un bel giorno arriveranno senza preavviso, bisogna continuare a meditare con regolarità, non ci sono scorciatoie.

Rispondo che la visualizzazione, come spiego nelle Pillole 48, 50 e 137, nel mio libro “Atleta Vincente” e nel videocorso AtletaVincente.com, va praticata tutti i giorni, anche soltanto per una decina di minuti, perché la mente è come un muscolo e va allenata con regolarità e costanza (per i dettagli, chiedere a un campione olimpionico).

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

 

Rispondo che se la media è una vendita ogni 10 visite, il contatto “buono” potrebbe essere proprio l’ultimo della giornata, di fronte al quale il venditore deve presentarsi con lo stesso entusiasmo con cui ha affrontato la prima trattativa, non con il pensiero “tanto anche questo mi fa rimbalzare”, che produce autosabotaggio e innesca la profezia che si autoavvera, perché la mente, nel bene o nel male, come ormai dovresti sapere, visto che non perdo occasione per ripeterlo, cerca sempre di accontentarti.

Capito cosa vuol dire scavare la pietra goccia a goccia?

Vuol dire che per raggiungere i tuoi obiettivi, in ambito personale, sportivo o professionale, devi trasformarti in quella goccia che, incurante degli effetti immediati della sua azione, di quelli della goccia che l’ha preceduta e di quelli della goccia che cadrà dopo di lei, continua ad agire imperturbabile nel suo “qui e ora”, e tale perseveranza, prima o poi, scava anche la roccia più dura.

In altre parole, devi imparare a esercitare l’arte della pazienza, perché, come recita un antico proverbio, “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”.

Quanto tempo occorre per arrivare al risultato desiderato?

Non c’è una risposta universale, perché la statistica è basata su medie, altrimenti non sarebbe statistica ma chiaroveggenza!

Per tornare al nostro venditore, se la media è un contratto ogni 10 visite, significa che possono passare anche due o tre giorni, senza battere chiodo, ma poi è probabile che goccia dopo goccia, ossia visita dopo visita, con assoluta perseveranza i risultati arrivino tutti assieme.

Conosci la mia Pillola 88, una delle più lette in assoluto?


È una raccolta di “Regole Vincenti”, sono 25, per la precisione. La prima recita così:

Non ci sono scuse che tengano: la responsabilità della tua prestazione è soltanto tua.


Arrivato il messaggio? È tua la scelta tra continuare a raccontarti storie, pur di NON FARE, e scegliere consapevolmente pensieri potenti che ti spingano ad AGIRE. Un ultimo invito: questa scelta falla ORA, non domani.

È il momento di agire!

Se vuoi saperne di più sui meccanismi anti-rimandite, sai come fare: contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 07 Novembre 2021 21:55

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