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MENTAL COACH E FORMATORE

Il Blog di Massimo Binelli Mental Coach

Pillole di Coaching

Visualizza articoli per tag: Ansia da prestazione

«Eh, questa gara è andata bene, ma chissà quando riuscirò a ripetermi…». «Sì, sono stato fortunato e ho vinto, ma quando mi ricapita!». «Oggi non avevo niente da perdere, ma la prossima gara è importante e so già che mi verrà l’ansia!». Se sei un agonista, di qualunque sport, sono certo che almeno una volta nel corso della tua carriera hai sentito ronzare in testa un pensiero simile a uno di questi tre esempi. E posso assicurarti che si tratta di frasi che leggo in quasi tutti i messaggi che mi scrivono gli atleti interessati a iniziare un percorso di allenamento mentale. Succede quando il merito di una buona prestazione non viene considerato una vittoria interna ma soltanto una vittoria esterna, argomento che ho già affrontato nella Pillola 159 e nella Pillola 178.

È tutta colpa della parabola

Hai qualche vaga reminiscenza di geometria? Ecco, la prestazione sportiva, ma in senso lato potremmo dire la nostra vita, è come una parabola rovesciata.

Nella sua fase iniziale cresce, anche velocemente e in modo quasi verticale; poi la crescita rallenta e la curva tende ad appiattirsi; infine la curva inverte la rotta e inizia ad andare a picco.

Mettiamo da parte la parabola della vita (semmai dedicherò a questa riflessione filosofica una Pillola a parte) e teniamo il focus sulla prestazione sportiva.

Quando un giovane atleta inizia a praticare uno sport (parlo di “giovane atleta” per semplicità, però il ragionamento è valido anche da veterani), vive una fase di inebriante euforia, perché i miglioramenti sono veloci e costanti. Il limite della prestazione viene percepito come un punto ancora molto lontano e il divertimento è massimo.

Arriva il giorno tanto atteso di una competizione vera (io ricordo ancora come se fosse ieri la mia prima gara!) e il divertimento puro si trasforma in tensione agonistica. Magari non si ottiene subito il risultato sperato e quella tensione agonistica iniziale diventa ben presto una sana cattiveria agonistica, c’è la voglia di mettersi alla prova per vincere.

Prima o dopo, visto che il duro lavoro paga sempre, arriva la tanto agognata vittoria, ed è proprio lì che il tarlo dei pensieri negativi può iniziare a rosicchiare pezzetti di fiducia.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Può perdere soltanto chi prova a vincere

Ecco che allora si può dare il merito al “caso”: «Eh, questa gara è andata bene, ma chissà quando riuscirò a ripetermi…», come se tutto fosse stato deciso da un lancio di dadi.

Oppure si invoca la buona sorte: «Sì, sono stato fortunato e ho vinto, ma quando mi ricapita!», come se la Dea Bendata non avesse avuto altro di meglio da fare che decidere di far vincere un suo eletto.

E quell’«Oggi non avevo niente da perdere…», giusto per concludere la carrellata, non ti ricorda forse qualcosa? Certo, sono passati più di 4 anni, ne parlavo nella Pillola 98 e quel Tokyo 2020 a cui facevo riferimento è diventato un Tokyo 2021, anche se manterrà la stessa etichetta, ma erano parole di Fabio Basile, il judoka che a Rio 2016 aveva conquistato il 200° oro olimpico della storia italiana.



Al termine della sua gara, Fabio, ancora incredulo e travolto dall’inaspettato successo, disse: «Qui a Rio ho dato tutto me stesso, perché non avevo niente da perdere e nessuno si aspettava niente da me, ma a Tokyo, nel 2020, avrò qualcosa da perdere».

Quando ho ascoltato l’intervista ho inevitabilmente pensato alla mia regola numero 6, che recita così:

Quando gareggi “per vincere”, non hai nulla da perdere, mentre quando gareggi “per non perdere”, hai tutto da perdere e nulla da guadagnare.


Il caso, la buona sorte o l’idea di avere qualcosa da perdere sono tutte TRAPPOLE MENTALI!

Grazie al caso puoi andare al casinò, puntare sul 25 e vincere! A quel punto ti convinci che sei baciato dalla buona sorte, un concetto a metà strada tra il mistico e l’irrazionale, e continui a giocare, perdendo inesorabilmente la somma che avevi vinto e pure il piccolo gruzzoletto inziale. E ovviamente darai la colpa alla fortuna che ti ha voltato le spalle proprio sul più bello…

Grazie al caso, invece, non si vince una competizione. Non è il caso che ti ha fatto correre un decimo al di sotto del tuo primato personale, saltare l’asticella posta a un centimetro al di sopra del tuo limite precedente e così discorrendo.

La fortuna aiuta, ma è il duro lavoro che paga

È il duro lavoro, abbondantemente irrorato di sudore e condito con tanta fatica, che porta a migliorare quel decimo e quel centimetro e questi miglioramenti, ficcatelo bene in testa, non arrivano PER CASO o per BUONA SORTE.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Dunque, se ancora non hai capito dove intendo andare a parare, devi lavorare sul tuo mindset, per trasformare un modo di pensare da perdente in una mentalità vincente e per accettare il fatto che il miglioramento che hai raggiunto è tutto merito tuo, ovvero: se lo hai fatto una volta, puoi rifarlo.

Puoi rifarlo, tuttavia, soltanto se tieni il focus su te stesso e sulle tue sensazioni, perché, ricordalo sempre, puoi controllare quello che accade dentro di te, non quello che succede attorno a te o quello che fanno e pensano i tuoi avversari.

E tieni bene a mente anche un secondo monito: più grande è il talento che gara dopo gara scopri di possedere e più importante deve essere l’impegno per mantenere intatta la motivazione a raggiungere gli obiettivi, ossia a migliorare di altri decimi o di altri centimetri la tua prestazione.

È il momento di agire!

Ti piacerebbe lavorare con me per scoprire tutto il potenziale che ti permetterà di migliorare la tua prestazione decimo dopo decimo o centimetro dopo centimetro, imparando a pensare soltanto a quello che puoi ottenere e non a quello che hai paura di perdere o di non ripetere? Se la tua risposta è sì, contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Pubblicato in Crescita Sportiva

“Il mental coach è impazzito!”. Sì, lo so che l’hai pensato, e mi spiace se ti ho fatto andare il boccone di traverso, dopo tutti i predicozzi sull’importanza di modificare all’istante i pensieri negativi per farli diventare positivi. Al proposito ti ricordo che il “pensiero positivo” è il primo pilastro su cui poggia il mio percorso di allenamento mentale per migliorare nello sport e nella vita, trattato nella prima sessione del videocorso AtletaVincente.com e nella Pillola 1 del mio libro “Atleta Vincente”. Dunque sto rinnegando me stesso? Ho forse avuto qualche rivelazione mistica? Niente di tutto questo…

Pubblicato in Crescita Personale

Nel corso della sua carriera, a un atleta prima o poi capita di attraversare un periodo nero, in cui sembra di aver disimparato tutto, e tutto diventa macchinoso, non più automatico. È come se improvvisamente quell’atleta si fosse dimenticato come si fa ad andare in bicicletta, a guidare l’auto, ad allacciarsi le scarpe e ogni suo gesto dovesse essere preceduto da un ragionamento sulla procedura da mettere in atto. In questi casi, occorre fare un bel reset, un “riavvio”, per dirla nella lingua dell’informatica, e ripartire da un punto fermo, una sorta di “punto di ripristino”, proprio come quello dei sistemi operativi che permettono di gestire le risorse dei computer.

Pubblicato in Crescita Sportiva

(Parentesi: se il pallone non è il tuo mestiere, arriva ugualmente fino in fondo alla Pillola, fidati!) Un calciatore, soprattutto se è un professionista, è programmato, e pagato, per agire, per dare il meglio di sé in ogni circostanza. Ciò nonostante, ricevo molte richieste di supporto da parte di giocatori che soffrono la paura del giudizio o che per insicurezza nel pieno di un’azione decidono il da farsi con un nanosecondo di ritardo, sufficiente però a farsi fregare la palla da avversari pronti a cogliere il minimo segnale di incertezza, e in questo caso si tratta di un autosabotaggio da manuale! Esiste una strategia per superare questi momenti di difficoltà, quando hai il pallone tra i piedi e un intero stadio si aspetta il meglio da te?

Pubblicato in Crescita Sportiva

Alla consapevolezza del “qui e ora”, tema che può essere sviluppato da più livelli di osservazione, ho dedicato diverse Pillole e un’intera sessione del videocorso Atleta Vincente. Ciò nonostante, continuo a ricevere numerose richieste di approfondimento, soprattutto per quanto riguarda la consapevolezza in gara, nel momento in cui dovremmo sperimentare la massima attivazione agonistica.

Pubblicato in Crescita Sportiva

Staccare un biglietto per partecipare ai Giochi Olimpici è il sogno di ogni agonista che dedica la propria vita allo sport. Riuscire ad entrare in una finale, a seconda della combinazione atleta-etnia, può rasentare la pia illusione. Basti pensare alle gare di mezzofondo, predominio assoluto dei neri africani, o alla velocità, affare che riguarda giamaicani, americani e pochi altri al mondo. Fino a Rio 2016, anche il tiro a volo era un circolo chiuso, eppure un perfetto sconosciuto, di origine egiziana, alla sua prima esperienza a cinque cerchi, è riuscito ad entrare nella finale a sei del trap, la fossa olimpica, una delle discipline del tiro a volo, e a gestire una tensione potenzialmente devastante. Come è stato possibile?

Pubblicato in Crescita Sportiva

Nelle discipline sportive dove gli atleti si confrontano su distanze da percorrere, serie da completare o punteggi da raggiungere, le “misure ufficiali” creano assuefazione e diventano barriere mentali, soprattutto in allenamento, all’approssimarsi delle quali si innesca la profezia che si autoavvera. Per questa ragione, dobbiamo ingannare la nostra mente.

Pubblicato in Crescita Sportiva

Perché un bravo portiere, che in allenamento fa faville, in partita diventa una statua di marmo, paralizzato dall’ansia tra i pali della porta? E perché quando subentra questo stato di tensione quello che dovrebbe essere un sano divertimento si trasforma in una sofferenza? Ne parliamo nel Botta e Risposta di questa settimana.

Pubblicato in Botta e Risposta

Nelle mie Pillole ho già affrontato da diversi livelli di osservazione il tema dell’ansia, uno stato emotivo legato a quello della paura, con la quale spesso instaura un legame molto stretto. La paura è una reazione involontaria, nata come meccanismo di difesa che discende dall’evoluzione dell’uomo, mentre l’ansia è il risultato di una elaborazione soggettiva, ossia dalla valutazione che ciascuno di noi fa di un determinato segnale di pericolo. Cosa si intende, dunque, con la definizione “ansia anticipatoria”?

Pubblicato in Crescita Personale

Anche in questa Pillola di Coaching rispondo a una domanda (qui trovi il quesito al quale ho risposto la settimana scorsa) che mi è arrivata tramite il mio canale YouTube. Proviene dall’universo maschile: è possibile controllare l’eiaculazione precoce con l'allenamento mentale? L’argomento è molto delicato, ma tra poco capirai perché ho deciso di trattarlo. 

Pubblicato in Crescita Personale
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