massimo binelli

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Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 23 Novembre 2015 08:01

Mai dire… sempre! (Le sentenze inappellabili minano l’autostima)

Mai” e “sempre” sono due parole che nel loro significato negativo intossicano la mente, sono sentenze di condanna che demoliscono la nostra autostima, soprattutto se siamo noi a pronunciarle. C’è un modo per uscire da questo “ergastolo”?

Una ‘Cassazione’ senza… avvocati
Quante volte ti è capitato di dirti “Non me ne va MAI bene una”, “Sono SEMPRE un disastro”, “Le mie relazioni finiscono SEMPRE male”, “Ho SEMPRE la solita stramaledetta paura di fare il primo passo”? Ebbene, ogni volta che il tuo “tribunale” pronuncia una simile sentenza, quella che potrebbe essere una condizione momentanea e superabile diventa una convinzione assoluta e irrevocabile, quindi la tua mente si convince che non c’è proprio niente da fare, bisogna rassegnarsi ad essere SEMPRE così.

Se segui le mie Pillole, avrai letto più di una volta l’aforisma di Warren G. Bennis:

«Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai a ottenere quello che hai sempre ottenuto».


Lo cito ancora, perché la parola SEMPRE è ripetuta due volte, a rimarcare il fatto che continuare a ottenere SEMPRE lo stesso “disastro” dipende dal ripetere SEMPRE il medesimo comportamento.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Riporta tutto al tuo ‘qui ed ora’
Perché non proviamo a sostituire l’avverbio “sempre” con una parola più morbida, che invece di far riferimento all’“eternità” sia circoscritta al fatidico “qui ed ora”, e dunque lasci aperta la strada verso il cambiamento? Cosa succede dentro di te se al posto di pensare “Sono SEMPRE un disastro” o “Non me ne vai MAI bene una”, ti dici “OGGI è stato un disastro”, “ADESSO non è andata bene”. Le prime sono sentenze di condanna, mentre le altre soluzioni sono una presa d’atto di una situazione momentanea, che può migliorare. È come se la frase avesse i puntini di sospensione e un “ma”: “OGGI è stato un disastro… ma posso fare molto meglio”, “ADESSO non è andata bene… ma posso riuscirci”.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Ricordi cosa dicevo nella Pillola 51 a proposito del giudizio su sé stessi? Dicevo che se vuoi diventare una persona diversa, più ottimista, più positiva nei confronti di ciò che hai avuto in sorte, devi cambiare qualcosa, e per farlo un buon inizio è quello di sospendere il giudizio formulato nei tuoi confronti. È per questa ragione che la parola “sempre” va eliminata, perché è negativa e rappresenta un giudizio inappellabile, mentre riferimenti al “qui ed ora” producono in noi la sensazione che tutto sia momentaneo e modificabile a nostro favore, a patto di compiere un primo passo verso il cambiamento. Dobbiamo convincerci che la paura di parlare in pubblico, di un fallimento sportivo, di un flop in amore, di un approccio con l’altro sesso dipendono dalle persone, dalle circostanze, dalla nostra condizione fisica e mentale del momento, dunque non vi è nulla di eterno: se archiviamo l’insuccesso come un passo falso occasionale e costruiamo immediatamente pensieri positivi e immagini del successo che otterremo la prossima volta, teniamo alte la nostra motivazione e la nostra autostima, evitando di abbatterci per quella fragilità che è soltanto passeggera.

L’allenamento mentale, ormai l’avrai capito, è basato sul modo corretto di formulare il dialogo interno, poiché il pensiero è l’attività psichica mediante la quale l’essere umano prende coscienza di sé e della realtà, formula ipotesi e giudizi, elabora contenuti e informazioni per arrivare a definire la “mappa del mondo” in cui vive e in cui si rappresenta con le immagini. Per questa ragione, ossia per uscire dalla spirale della negatività, bisogna imparare a pensare e a visualizzarci in ciascuna situazione in modo corretto e positivo.

È il momento di agire!
Possiamo iniziare un percorso di allenamento mentale che ti permetta di imparare a controllare i pensieri, per migliorare il tuo dialogo interno, e ti consenta di sviluppare l’abilità di visualizzarti mentre ottieni il risultato desiderato al posto dell’evento negativo che fino ad oggi ha scatenato il “giudizio eterno”. Contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 14:16